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Lu cuggoni

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Ci sono delle pietanze che fanno della semplicità la loro forza.  In realtà moltissimi piatti sardi hanno tra le loro caratteristiche principali l'essenzialità. Forse i dolci sono l'eccezione che conferma questa regola, essendo spesso di fattura molto elaborata, e quasi sempre lavorati quasi come ricami. Uno dei "piatti" che preferisco in assoluto, e che fanno parte dell'elenco di piatti da assaggiare obbligatoriamente se si viene a Sorso, è senza dubbio lu cuggoni. La ricetta è semplice: si prende un tondu , un pane tipico di Sorso (SS), e lo si svuota della mollica. Per il ripieno niente di più semplice: pomodori tagliato a pezzi, fatti insaporire con sale, olio e aglio. La nota più esotica concessa è il basilico 😜 (anche se ho sentito di versioni addirittura col pomodoro cotto...). Prima di servire, attendere che i succhi dei pomodori e l'olio ammorbidiscano la crosta esterna del pane, tanto coriacea quanto saporita. Il gusto sarà sublime! ...

Lu Ziminu: una barbarie dal gusto unico

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Un po' mi vergogno a scrivere questo post... essendo stato in India ormai quando mangio carne di vacca o di vitello mi sento in colpa. Non che io mi sia convertito, però il fascino dell'induismo devo ammettere di sentirlo. Messi al bando questi sentimenti, vado a descrivervi una barbarie che ha un gusto unico! Si tratta di uno dei "piatti nazionali" della zona del sassarese: lo zimino. In realtà questo è il nome italianizzato. Il nome corretto, rispettoso di tradizione e luoghi è ziminu. Si tratta fondamentalmente di interiora di vitello cucinate sulla graticola, rispettando i tempi di cottura di ogni singola parte. Questa attenzione è necessaria per poter presentare ai commensali il piatto completo, già tagliato a bocconcini. Nelle foto di seguito potrete vedere sulla graticola, tra le altre cose, le budella (opportunamente e attentamente lavate), il fegato, le reni, il cuore e anche la lingua del vitello. Nell'ultima foto il piatto completo. Ovviamente il tutto ...

I templi del Kamasutra

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Per visitare i templi del Kamasutra, sbarchiamo in un aeroporto piccolissimo, con una pista che pare una stradina asfaltata.  La città di Khajuraho è minuscola, e vive attorno ad alcune strutture alberghiere destinate ai tantissimi turisti che vengono qui solo per vedere queste famosissime figure. Di certo c'è che i templi meritano la visita al di là delle rappresentazioni di scene sessuali, assolutamente realistiche e "moderne".  Mentre in Europa si viveva un certo oscurantismo, in India si facevano bassorilievi in grado di far arrossire ancora oggi i meno smaliziati. I templi dal punto di vista strutturale sono tipicamente indiani, e agli occhi di un occidentale, abituato alla simmetria e alla logica costruttiva classica, possono sembrare simili a castelli di sabbia fatti durante una serata al mare. Non c'è un solo spigolo di queste strutture che non sia stato trasformato in una figura umana, animale o divina/demoniaca. Serie ininterrotte di ballerine da...